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OPERE MUTANTI NUMERO 7

Y

liberamente ispirato da “Gestes et opinions du Docteur Faustroll pataphysicien Roman neo-scientifique” di Alfred Jarry



LA SCOPERTA

Avevo poco più di 16 anni, la musica rock faceva conoscere tanti scrittori e le loro opere costruivano piano piano la mia biblioteca personale. Fu soprattutto David Bowie ad arricchire la mia adolescenza con i suoi collegamenti letterari. Ascoltando le sue canzoni e traducendone i testi, scoprivo Orwell, Burroughs e Genet. Quando nel 1976 esplose il punk e subito il mondo del rock subì quella favolosa rivoluzione culturale, ascoltai per la prima volta gi americani Pere Ubu, un gruppo dal nome incomprensibile, tanto che, quando conducevo un programma radiofonico intitolato, guarda caso, 1984, non sapevo mai come pronunciarlo. Ma fu subito amore, dalle prime note. Di loro ancora oggi conservo tutti i dischi, sono stati una delle più incredibili e sconvolgenti evoluzioni del rock e non mi stancherò mai di apprezzarli.

L' entusiasmo era enorme, così iniziai le ricerche sulle origini di questo nome così inusuale. Giunsi ad Alfred Jarry e comprai l' Ubu Re in un' edizione tascabile Oscar Mondadori . Conteneva in appendice il Faustroll; andai subito all'inizio e cominciai a leggere, e non ne capii assolutamente nulla ma continuavo a leggere e le parole sembravano musica e comunque continuava ad essere tutto incomprensibile. Avevo 17 anni ed il libro rimase sempre vicino a me, gli anni passavano e lo rileggevo cominciando piano piano a far quadrare le cose (che tra l' altro non sono poi così quadrate) ed anche oggi la prima edizione che acquistai del Faustroll rimane nel mio studio ed ha influenzato tutte le mie composizioni più di tanti dischi ascoltati per lungo tempo.

INIZIA LA PRODUZIONE

Nel 1992 acquistai il mio primo computer Atari ed un Korg M1 che conservo tuttora. Cominciai subito a musicare il Faustroll, volevo farlo a tutti i costi: musicare il libro della mia vita. Con l' Atari realizzai una bozza Tutta in midi visto che l'audio al tempo era ancora una chimera per noi artisti squattrinati. In tutti questi anni l'ho ripreso in mano più volte, finché nel 2010 ho deciso di dedicargli le ultime due Opere Mutanti, un omaggio alla mia opera ispiratrice alla quale mi sento in dovere di regalare uno spazio doppio.

Inizialmente restaurai il lavoro fedelmente rispetto all'originale del 1992, modernizzando i suoni con banchi più recenti, ma c'era sempre un fattore che mi bloccava: la troppa varietà dei brani e la mancanza di un filo comune, conseguenza questa di un periodo, quello dei primi anni 90 nel quale ascoltavo di tutto (fuorché il rock), ma era un “troppo di tutto” e trasportavo queste mille influenze in un contesto unico che frammentava l' opera. Un' altra difficoltà per me era dettata da come doveva essere il brano finale. Originariamente chiudevo con una cosa “ alla James Taylor Q.tet”, intitolata “Da qui a Ramengo”, che eliminai subito. Presi il penultimo brano originale, gli lasciai poche cose e tenni come riferimento l'accordo di pianoforte, inserii una batteria ripetitiva e cominciai a suonare la chitarra, e sentii tanta musica tedesca! In quel momento decisi che dovevo rivedere tante cose ed inserire tanta chitarra, contrabbasso ed elettronica. Così ripartii da zero tolsi e uniformai certi ambienti ed arrivai al risultato finale.

I TITOLI

Realizzate le musiche cominciai a pensare a perfezionare i titoli dei brani ed a definire quello principale dell'opera. Non volevo utilizzare fedelmente il titolo del libro, ma dare un' interpretazione libera che fosse anche “aleatoria”. Ho preso qualche titolo dai capitoli dell'originale, soprattutto quelli del viaggio li ho intitolati “Da Parigi a Parigi per mare” con vicino la numerazione delle “terre”. “Terra” è un'esclamazione che mi riporta spesso ai films sui naufraghi o quelli di pirati. “Terra” è un punto d'arrivo, la fine di qualcosa ed un nuovo inizio, e mi piaceva. “Da Parigi a Parigi per mare” è ripreso dal libro originale, ma ha un titolo fantastico che dovevo omaggiare! Mi ricorda un sogno di tanti anni fa che ricordo ancora oggi, dove giravo per le strade completamente allagate di Marostica e Bassano, dove vivevo, e navigavo con il mio letto (e mi fermavo anche ai semafori quando era rosso). Così il titolo definitivo arrivò, prima lo volevo lungo e scelsi “del 1898, dell' As e dell' Ipsilon (dove il 1898 è l'anno dove accadono i fatti nel romanzo, l' As è l'imbarcazione e l' Ipsilon è un'importante componente della formula matematica finale che calcola la superficie di Dio). Infine semplificai tutto e lo intitolai “Y”. I brani li ho titolati in lingua francese. Credo sia un bel modo per omaggiare l' autore e la sua nazione.

Bene, spero che apprezziate questo lungo lavoro, l'ultimo della collana delle 7 Opere Mutanti, che, mi accorgo solo ora di aver realizzato in 7 anni (dal 2004 al 2011). Ora proverò a rilassarmi a meno che non mi arrivi qualche altro segnale per comporre qualcosa di nuovo. Chi lo sa....

Grazie per tutto. Invio un grazie cosmico ad Alfred Jarry, speriamo lo riceva prima o poi!!!!

Sergio Fox Volpato



Opera Mutante 7 registrata presso lo studio Khurmookum nei mesi da ottobre 2010 a giugno 2011, con 64 studio linux. Software: Ardour, qsynth, Rosegarden, Hydrogen.