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OPERA MUTANTE NUMERO 1: LA STORIA

DenDon Khurmookum, giovane esploratore senza speranze, è in viaggio attraverso le regioni del Nord Afropa (1).L'area sterminata dove, tanto per cambiare DenDon si è perso, è formata da una distesa di sabbie, nessun cenno di vita, solo le ombre crepuscolari delle dune. DenDon ad un certo punto sprofonda, va giù per decine di metri che presto diventano centinaia. Poi, come tutto ciò che scende, egli si ferma. (brano 1)

Ed eccolo d' un tratto in mezzo ad una zona umida e ricca di vegetazione. Segue un piccolo sentiero di pietre che cantano "mememeeee" ed entra in un' enorme cripta, umida e fresca. Gli oltre 100 calchi facciali appesi alle pareti lo salutano indifferenti. "Zibizibi" e "uouououomeooo", lo presentano al pubblico. Tutti ridono, mentre chiacchierano tra di loro con una certa animosità. Poi, l' incaricato per i convenievoli di turno con gli stranieri racconta a DenDon la vicenda di quella permanenza eterna totalmente pensante. (brano 2).

Gli oltre 100 calchi sono una potente rete capace di modificare gli eventi con estrema facilità. L' unica controindicazione sta nel fatto che per farlo è necessaria una potente concentrazione di tutti e i presenti sono degli inguaribili fannulloni. Nella cripta si campa bene, senza intrusi, senza lavorare, dormendo spesso e giocando a "mindword". Infatti "grogro" sta russando a meraviglia e nessuno osa svegliarlo, sarebbero dolori per tutti. (brano 3).

A DenDon spiegano molte cose. Innanzitutto le oltre 100 personalità sono sopravvissute mentre i corpi sono purtroppo scomparsi in seguito agli eventi naturali che hanno creato Afropa. Qui è come essere in un vecchio bar, dove gli amici si ritrovano a chiacchierare.(brano 4).

La triste vicenda del disastro di Afropa viene riecheggiata dai presenti, ricordando il vento che li spazzò via. Bambini che cantavano ed in un attimo scomparvero. Quella teoria di Jeremy Bentham (2) che qualcuno volle mettere in pratica e che cominciò a sconvolgere il pianeta.(brano 5).

I popoli iniziarono a pregare come forsennati come sempre accade in queste funeste occasioni, mentre altri si dedicarono a stili di vita piuttosto disordinati e libertini. Comunque, ad un certo punto, il vento segnalò il disastro (brano 6).

Solito caos cittadino, fuggi fuggi generale come nei films catastrofici dell' epoca, e così via (brano 7).

Stefano Bertoncello, artista, secoli prima (approssimativamente tra l' anno 2003 ed il 2004) creò una serie di calchi da esporre in una galleria. Oltre 100 tra amici ed amici degli amici, si prestarono per immortalarsi. Accadde non si sa come (questa non è materia per esploratori né per narratori) che dentro la materia gessosa venisse installata una specie di copia della memoria di ognuno. L'artista non se ne rese assolutamente conto, comunque ciò avvenne. Dopo secoli i calchi rimasero intatti e finirono chissà come in Africa dove rimasero in una soffitta per secoli. Quando avvennero i disastri iniziati nel 2500 i calchi sprofondarono in una porta dimensionale. Insomma, per dirla in poche parole, finirono dove DenDon li trovò (brano 8).

Ora stanno cantando, probabilmente per decidere se la Mongolia vincerà i mondiali di calcio (si, esiste ancora il calcio!). A volte i calchi si divertono a corrompere gli arbitri per far arrabbiare un personaggio televisivo dai capelli rossi (si, esiste ancora la TV e il misterioso uomo dai capelli rossi si è rivelato essere immortale; in verità non sopporta gli arbitri perché segretamente ha brevettato un automa perfetto ed imparziale che li sostituirebbe in tutto e per tutto). Sentite questo ritmo? Stanno avanzando l'ipotesi di fermare una stupidissima guerra generata da un pazzoide di una nazione certa di essere nel giusto (brano 9).

"Oioioio" conferma che Afropa è il continente più bello e pulito del pianeta terra. Era ora, dopo millenni di sofferenze. "Mimimimimi" sta guardando una nuova attrice...che fai mimimimimi? "Scisciscisci" beve, è la pecora nera del posto, dorme e beve, beve e dorme, come "grogro" che nessuno osa svegliare (brano 10).

Quello là lo chiamiamo "Bittel Tony", suona e canta il rock'n'roll, continua a richiedere un' aggiunta al suo calco, vorrebbe una specie di capigliatura a forma di banana come un tipo che si esibiva a Las Vegas qualche secolo fa (brano 11).

DenDon sta pensando che questa scoperta lo porterà agli altari della notorietà, ma non sa come uscirà dalla cripta. E poi, dove se ne andrà appena sarà fuori? Ovviamente si smarrirà di nuovo, come sempre accade da quando è stato colpito da una infinita sfortuna (Giove dissonante, commenta l' amico astrologo) . La rete dei calchi crea una potenza energetica quasi soffocante. Nel silenzio, tra l'umidità e la fresca quiete del posto, la rete mentale emana una meravigliosa luce, un arcobaleno armonioso, un fantastico caleidoscopio di colori e figure. DenDon pensa di rimanerci per sempre, ma qualcosa gli suggerisce che non è molto desiderato, avesse almeno il calco! Pura sfortuna, non c'è che dire! Esce dalla cripta e si immerge nella foresta mentre le pietre del sentiero cantano un suono scivoloso. Si perde, doveva prendere il sentiero di destra e ha preso quello di sinistra (gli capita sempre). Stava pensando ad altro, progettava la prima opera mutante "degli oltre 100 calchi". Ora cammina senza meta, mentre l'arcobaleno di luci che sbuca da alcune fessure della cripta crea una serie di piccoli fasci. Anche la luce naturale si spegne. Glielo dicevano sempre gli amici che si perdeva sempre con un niente! (brano 12)

(1) Siamo circa nel 2800, l' Africa e l'Europa si sono unite geologicamente, dopo secoli di eccezionali eventi naturali, formando un unico continente, l'Afropa appunto, e cancellando il Mare Mediterraneo.

(2) Jeremy Bentham, architetto di fine '700, teorizzò un edificio avente un sistema di totale controllo, in particolare rivolto a carceri o manicomi noto come il "Panopticon".