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"IL RITORNO DEL BICICLISTA"
PLASTICOST IN CONCERTO
PIAZZA CASTELLO (Piazza degli Scacchi) MAROSTICA (Vicenza)

19 LUGLIO 2013
clicca  per vedere le immagini del concerto


L' IDEA
Il 19 luglio 2013 i Plasticost si sono riuniti per festeggiare i 30 anni dalla pubblicazione del loro primo disco. Marostica, la cittadina dove il gruppo nacque, ha gentilmente messo a disposizione la sua celebre Piazza degli Scacchi per la reunion. Potrebbe essere curioso notare come per i Plasticost questo fosse il primo concerto nella località dove decisero, qualche decade fa, di cominciare a suonare assieme. In realtà tali "anomalie" erano molto frequenti in passato, sia per l'indisponibilità di spazi che per un certo rifiuto a priori delle bands a suonare "in casa", prediligendo di allontanarsi il più possibile da dove vivevano. Inoltre nessuno badava a ciò che facevamo. "Tutte fantasie giovanili" dicevano. Di certo quello del 19 luglio è stato un bel regalo che la città di Marostica ha dato alla band.
L'idea fu di Giampaolo Gasparotto, l'unico che si ricordò dei 30 anni (il nostro subconscio probabilmente aveva rimosso l'occasione, forse per dimenticare l'età che avanza). Lui mi contattò ancora nell'autunno del 2012, ma avevo alcuni problemi in famiglia ed avevo messo in secondo piano la questione. Periodicamente qualcuno del giro organizza una cena in un locale sulle colline di Marostica, cene queste dove partecipano 40/50 persone, amici, amici degli amici, amici degli amici degli amici ecc. Chiesi a Stefano Bertoncello Collanega di prenotare (lui è un maestro nel riunire tante persone). Nel gennaio 2013 durante una di queste serate conviviali, nacque l'idea di riformare il gruppo. Si resero disponibili, oltre a chi scrive, Silvio Perin (chitarrista del primo disco), Fabrizio Pozza (chitarrista in Evviva Evviva e Pesce Naso), Paolo Gambaretto (chitarrista in Evviva Evviva), Edoardo Rossi (tastierista in Pesce Naso e Cerone 2000) e Roni Alessi (batterista in Pesce Naso e Cerone 2000). Mancava il bassista, Elio Caneva vive da molti anni in Francia, ma Edoardo, che suona anche con i Nova Orca, chiese a Fabio Cecchin, il bassista del gruppo, di far parte dei Plasticost "annata 2013". Fabio accettò, così ci mancava solo la sala prove. Inizialmente ci venne in aiuto Stefano Dal Col, il chitarrista dei Frigidaire Tango e proprietario dell'Artmusic Studio di Bassano del Grappa. Riuscimmo ad iniziare a provare. In seguito fummo aiutati dallo Yourban di Thiene e da Piero Bertazzo del Bee Studio sempre di Thiene. Lui ci diede una sala prove a Pianezze, guarda caso il paese dove ho vissuto per tanti anni e dove in realtà il gruppo iniziò, agli "albori del mondo", le primissime prove.

LA SCELTA  DELLA FORMAZIONE E DEI BRANI
Non fu di certo studiata la scelta della formazione, ma basata su chi era disponibile a partecipare al progetto. Con tre chitarristi l'idea era quella di potenziare e rendere più contemporanei gli arrangiamenti, ma soprattutto la carica energetica del gruppo, poi c'era da mettere in conto la possibilità che qualcuno, per impegni personali, non riuscisse più a partecipare, così, con tre chitarristi saremmo stati ben sfigati a non portare a termine il progetto. Inizialmente la scaletta in programma doveva essere più articolata rispetto a quanto poi presentammo, ma il tempo a disposizione e le criticità legate alla nostra esistenza ci obbligò a ridurreil repertorio. Originariamente avevo escluso le canzoni più difficili, tenendo una parte centrale con un medley di Lui e Les Jeux sont faits come brano d'atmosfera. Gran parte della scaletta sarebbe stata molto aggressiva. Volevo anche ci fossero stati alcuni ospiti importanti per la nostra storia. Elio Caneva riuscì a liberarsi per suonare "Massacre" un brano che non abbiamo mai inciso, ma che eseguivamo sempre prima di Canzone Dada per avere io il tempo di infilarmi il costume da chirurgo che usavo di solito nelle esecuzioni del brano finale dei concerti. Così Silvio Perin ripristinò il brano e si organizzò con Elio. Poi volevo ci fossero i Frigidaire Tango, o Carlo Casale. Loro sono stati importanti nella nostra area geografica. Carlo è la persona che più di tutti ha il merito di avere creato una scena musicale nella nostra zona. I Frigidaire Tango solo per aver pubblicato  nel 1981 The Cock, hanno dato il la a tanti ragazzi che hanno avuto il coraggio di mettersi a suonare e vivere un decennio indimenticabile. Prima del concerto in piazza, tenevamo dei test in qualche locale, così per vedere come si sviluppava la cosa. Una sera suonammo ad una festa per un'altra reunion, quella del Centro Radio Marostica, una delle prime radio libere degli anni settanta. Suonammo molto tardi, chiesi a Carlo di partecipare con i Frigidaire Tango al concerto e di suonare Recall, penso sia la più bella canzone della new wave italiana, la più internazionale e tanto legata a quel periodo. Chiesi a Carlo di fare un' apparizione veloce, lui mi disse "non diciamolo a nessuno" facciamo una sorpresa, noi andiamo sul palco e la suoniamo in velocità. Aggiudicato.

Ecco quindi come si sviluppò il programma definitivo del concerto:
01. The big browser is watchin U! (base iniziale)
02. Pinguino al timone
03. Bamboo
04. Motoradio
05. Lui/Les jeaux sont faits!
06. Sempre polvere
07. Plasticost
08. Evviva Evviva
09. Panorama
10. Nessuno sa dove vive il pesce naso
11. Massacre (con Elio Caneva)
12. Canzone Dada
13. Frigidaire Tango-Recall
14. Aida
15. Chiusura Overture Khovanschina (Mussorgsky)

LA COREOGRAFIA
Devo dire che uno sfondo  come quello del Castello Inferiore di Marostica è ciò che chiunque potrebbe desiderare quando suona dal vivo! L'idea dell'abbigliamento fu di Fabrizio Pozza, subito elaborata da Fabio e Silvio. In pratica decidemmo di indossare tute da lavoro, bianche per il gruppo, blu per me. (di certo a molti avranno ricordato i Devo, un omaggio voluto per un  gruppo che non ho mai dimenticato!). Venne posta una scritta laterale con il nome ed i caratteri del nostro logo. Usai poi un berrettino blu e gli "storici" occhiali da saldatore che tanto avevo usato negli anni ottanta, soprattutto per Canzone Dada. Il lavoro legato all'immagine ed alla coreografia dei nostri concerti non è mai stato assente nelle  esibizioni live. Fin dall'inizio usavamo, si parla degli anni ottanta, una sorta di multimedialità arcaica, composta da diapositive proiettate su schermi volanti, costumi strani ecc. tutto realizzato con materiali poveri, senza spendere soldi (anche perchè non ne avevamo). Ma io ho bisogno di avere un concetto iniziale e di svilupparlo, magari non arriva a tutti, ma per me è come dare un senso ad una cosa che faccio. Quando iniziammo a pensare alla reunion la prima immagine mentale che ebbi fu la scultura "L'uomo sulla terra" di Stefano Bertoncello Collanega. Stefano è sempre stato del gruppo. Non ricordo in quante occasioni disegnò e realizzò, spesso con Elio Caneva, i costumi per i concerti. Con lui ho collaborato sonorizzando qualche sua esposizione artistica. L' uomo sulla terra lo agganciai ai nostri indumenti da lavoratori. Carlo Alberto Collanega, il figlio di Stefano, con Fabio Ferrando organizzarono l'idea che avevo, ovvero quella di proiettare all'interno del corpo della scultura dettagli di opere di Stefano, aggiungendo qualcosa di Carlo Alberto e qualcosa di nostro (il video di Canzone Dada). L'uomo sulla terra ed io che spesso ne imitavo la posizione sul palco poteva dare l'idea dei lavoratori
di oggi(siano essi operai,impiegati o piccoli imprenditori)  ridotti quasi ad essere schiavizzati da un mondo incontrollabile e globalizzato, e resi degli esseri primordiali da una sempre più marcata assenza di tempo per se stessi. Così, ad ogni canzone dentro il corpo dell'uomo sulla terra apparivano colori ed immagini, mentre il gruppo cercava con l'aggressività delle nuove riedizioni di dare questa impronta di irriverenza. Sul finale, ovvero su Canzone Dada, ero indeciso per il costume che per tradizione indossavo per l'esecuzione. Mi venne in aiuto Carlo Alberto Collanega che ideò una specie di telaio in fil di ferro ricoperto da un tessuto nero che mi creava una figura dallo stomaco prominente (guarda caso io e il mio stomaco combattiamo spesso, diciamo che abbiamo un rapporto di odio/amore reciproco). Indossai anche dei pantaloni neri attaccati con un un adesivo che velocemente avrei tolto (ma poi, al momento opportuno, arrivò Stefano ad aiutarmi, sul palcoscenico purtroppo perdo la testa...) ed un cilindro anch'esso di colore nero. Una raffigurazione dell'Ubu Roi di Alfred Jarry, scrittore che omaggiai con una t-shirt indossata da tutti e raffigurante egli stesso mentre girava in bicicletta, Fabio Cecchin si adoperò per acquistare le tue e per produrre la maglietta. Avremmo terminato il concerto con la nostra versione di Aida, brano di Rino Gaetano che pubblicammo in Union, una compilation di bands del rock italiano che reinterpretavano canzoni italiane. Tutto combaciava: il titolo dello spettacolo fu: IL RITORNO DEL BICICLISTA

LA PROIEZIONE
Alle immagini dell'uomo sulla terra ci avevo quasi rinunciato, tanti erano i vincoli legati alla sicurezza ecc. Quando, dopo più di 30 anni ecco che incontro di nuovo Luciano Pontarollo. Ci siamo conosciuti ai tempi del Centro Radio Marostica, poi non ci siamo più visti. Lui si rese disponibile a portare un'attrezzatura enorme, con due schermi, in uno andavano le immagini, nell'altro la diretta del concerto. Poi aveva telecamere ed attrezzature varie. Fu la sua disponibilità che salvò una buona parte della dimensione visuale (e visionaria) del nostro concerto. Luciano fu il primo ad arrivare in piazza e l'ultimo ad andarsene. Io e Elio Caneva, alle 6 di mattina passammo di là e lo trovammo che ancora stava caricando i materiali.

Vorrei ringraziare tutto il pubblico presente, chi ha fatto foto, girato video ecc. Beh: fatemele avere in qualche modo!

Sergio "Fox" Volpato


CREDITS & CONTRIBUTI

GIAMPAOLO GASPAROTTO ideazione iniziativa
Comune di Marostica, Associazione Pro Marostica, Banca Popolare di Marostica
e l'Ascom di Marostica organizzatori
STEFANO DAL COL
e  DIEGO PIOTTO dello studio ARTMUSIC di BASSANO, YOURBAN di Thiene, MAURO CHIAROTTO, PIERO BERTAZZO del BEE STUDIO di Thiene - Sale Prova
C.R.M. Centro radio marostica, REVOLUTION di Molvena, PEDON NERO di Marostica - Test Live
ANGELO ALDO FILIPPIN
ideazione e realizzazione locandina, grazie per averci aiutato in questi 30 anni
STEFANO BERTONCELLO COLLANEGA
  opere artistiche con le immagini che hanno accompagnato il concerto.
CARLO ALBERTO COLLANEGA
ideazione sequenza immagini e costume Canzone Dada
FABIO FERRANDO
Video Frame 25 montaggio video.
LUCIANO PONTAROLLO
Video Ellepì  attrezzatura video e schermi
GIULIO GATTO
del LOST IN SPACE di Montecchio Maggiore (editing audio)
GONGSERVICE servizio di amplificazione e luci
PRIMO BONOMELLI
    preparatore atletico di Fox
LG BAND
, e NOVA ORCA gruppi musicali di apertura

OSPITI
ELIO CANEVA
FRIGIDAIRE TANGO


un grazie ai cittadini del centro di Pianezze
per aver sopportato mer tantio mesi il bum bum delle prove